A tutti coloro a cui rimane un minimo senso di ecologia
e che non vogliono lasciare ai figli e nipoti una "bomba ecologica"

 

Leggere attentamente e osservare le foto, perché questo è il mondo che lasciamo ai nostri cari

Un disastro ecologico in sordina

 

Lo scorso Natale, da S. Macario in Piano fino alla foce del Serchio passando per tutto l’alveo del lago di Massaciuccoli, verrà ricordato come il Natale dell’alluvione.

Al di là della discussa “imprevedibilità” della rottura di un argine in terra e dell’altrettanto discusso metodo di preavviso delle popolazioni nelle zone interessate, c’è un fattore importante nella regimazione delle acque che le Amministrazioni Pubbliche non prendono più in considerazione. Si tratta di un “piccolo” particolare che come un “tarlo”, stagione dopo stagione, sta procurando un danno incalcolabile anche al sistema di scolo delle acque piovane e nel contempo sta allestendo una discarica pubblica a cielo aperto senza precedenti e senza che la più parte dei cittadini se ne accorga.

Fino a qualche decennio fa, la manutenzione delle strade, ma soprattutto dei poggi e dei cigli che le fronteggiano, era affidata al “Cantoniere” il quale con pala, falce e falcione, manteneva pulite le “zanelle” e teneva cigli e poggi rasati, ma una gestione sempre più meccanizzata di tale incombenza, ha soppiantato il vecchio metodo di manutenzione con uno assolutamente discutibile e dal punto di vista del deflusso delle acque e pericoloso da quello dell’inquinamento.

Il colpevole si chiama “tranciastocchi” un attrezzo col quale si “tagliano” chilometri e chilometri di cigli e poggi al giorno in tutta Italia. Però non si tratta di taglio vero e proprio, ma bensì di un “macinato”, infatti erba, arbusti e quanto capita nel raggio di azione delle sue “lame” che girano vorticosamente, viene triturato.

Purtroppo l’imbecillità umana porta molte persone (milioni) ad usare il finestrino dell’auto in corsa, quale metodo sbrigativo di smaltimento di tutti i rifiuti di bordo e spesso anche di più. Questi rifiuti si accumulano sui cigli e al passaggio del “tranciastocchi” vengono macinati assieme all’erba, il tutto rimane in loco, si accumula taglio dopo taglio, e mentre il “pacciame” erbaceo si decompone, il resto del pattume rimane per anni, decenni e forse rimarrà anche per secoli: Lattine, Bottiglie di vetro, Contenitori di plastica di ogni tipo, metalli vari, carta, cartone quasi sempre inchiostrati, e tantissimi altri prodotti di sintesi, si mescolano triturati, ad ogni passaggio dell’attrezzo.

Le conseguenze sono estremamente gravi:
Lo strato artificiale che si forma in questo modo, cresce di spessore e viene ad ostacolare il deflusso delle acque ai lati delle carreggiate, e spesso quando si verificano dei fenomeni di piogge torrenziali, questi materiali vengono trasportati e vanno ad accumularsi nei canali naturali di scolo formando delle dighe che poi cedendo formano indate di piena micidiali;
Ovunque si accumulino, sia sul ciglio che nei canali, sono tutti materiali inquinanti che per decenni avveleneranno i terreni e le acque circostanti, con un aumento esponenziale del fenomeno, dovuto al fatto che si continuerà a produrne continuamente.

Possibile che essuno si è ancora accorto di questo piccolo ma inesorabile sistema demenziale?

Forse la definizione “disastro ecologico” può sembrare esagerata ma per avere un’idea delle proporzioni, basti pensare che il fenomeno interessa di media circa due metri di area erbosa per ogni lato della strada, che va moltiplicata per la lunghezza della rete stradale extraurbana. Volendo essere ottimisti, possiamo anche pensare che almeno due terzi di questo nastro non sia interessato dalla sporcizia, ma la cifra rimane comunque astronomica.

Dobbiamo assolutamente invertire la tendenza.

Naturalmente non è pensabile ritornare al taglio manuale, ma basterebbe raccogliere il “tagliato” e accumularlo in apposite aree di smaltimento al pari dei rifiuti urbani.

ecco le foto di questo piccolo grande inquinamento che ogni buon assessore all'ambiente
dovrebbe prendere seriamente in considerazione.

 

ATTENZIONE

 

PURTROPPO
il campionario di foto qui riportato, si riferisce a quasi tutti gli angoli della nostra provincia
perché questo metodo di taglio dei cigli, è generalizzato a tutta l'Italia (e non solo)
ma non per questo deve valere il detto: MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO.

 

 

 

 

come si vede bene dalle foto si accumula ogni sorta di materiale, e mentre i bio degradabili
lentamente si disgregano, la plastica il vetro e metalli rimangono, gli inchiostri e altri componenti chimici
si sciolgono e penetrano nel terreno

Taglio dopo taglio i materiali si accumulano formando delle vere e proprie montagnole
con chili e chili di materiali inquinanti mischiati alla vegetazione che sta ricrescendo

i materiali che non sono molto stabili, al primo acquazzone vengono portati nei fossati

per poi accumularsi in "dighe" innaturali e pericolose al primo ostacolo che incontrano
andando a ostruire, griglie, chiaviche, ponti ecc..

 

Disinneschiamo questa bomba
altrimenti i nostri figli e nipoti la pagheranno cara